Nara, perla della cultura giapponese
Gita in giornata nella piacevole Nara, località a due passi da Osaka e Kyoto,
“Patrimonio dell’Umanità” UNESCO
In questo articolo vi parleremo di Nara, graziosa cittadina un tempo capitale dell’impero, nella regione del Kansai. E’ impossibile non innamorarsi di questa perla di storia e cultura giapponese, ad appena più di mezz’ora di treno da Osaka o Kyoto. Abbiamo visitato Nara nel maggio 2013, durante un viaggio in Giappone lungo l‘isola dell’Honshu. Il paese del “Sol Levante” ci ha conquistato, e speriamo di poter condividere con voi questa splendida esperienza.
Buona lettura.
Il grande Parco Storico di Nara e i suoi affettuosi inquilini.
Ci svegliamo nel nostro hotel di Osaka, pronti a partire per lasciare la città e spostarci nella vicina Kyoto. Le due città disterebbero appena 24 minuti di treno proiettile, se scegliessimo la linea veloce. Noi però abbiamo intenzione di scegliere la linea locale, in modo da visitare Nara lungo il tragitto.
Nara, dichiarata patrimonio UNESCO nel 1998, è oggi una piccola e quieta cittadina del Kansai. Nel passato fu però capitale dell’impero giapponese ed epicentro della cultura buddista per circa 90 anni, dal 710 al 794. Per questo motivo il “Parco di Storico Nara”, una vasta area verde a ridosso della città, custodisce edifici di enorme patrimonio storico.
Partiamo zaino in spalla e in poco più di mezzora raggiungiamo la stazione di Nara. Qui lasciamo i bagagli nel deposito della stazione, tra l’altro gratuito, incamminandoci in taxi verso il parco storico. Poter effettuare una sosta, depositando i bagali e “visitare leggeri” una tappa intermedia, è un ottimo modo per risparmiare tempo durante un viaggio itinerante.
La prima cosa che salta all’occhio non appena si giunge nell’area del parco sono le centinaia di cervi sika popolano l’area. Questi graziosi animali abitano le montagne adiacenti la città, ma ogni giorno si spingono fino all’area urbana attratti dal cibo portato dai turisti. Questi cervi infatti non hanno alcun timore di avvicinarsi agli umani, diventando quasi molesti nel caso un turista sia in possesso di cibo. Noi non abbiamo provviste, ma nei paraggi troviamo più di una bancarella di “biscotti per cervi”. Non vogliamo lasciarci scappare l’occasione di stringere amicizia con questi splendidi animali. I cervi, da parte loro sembrano ricambiare la nostra voglia di amicizia, venendo a mangiare con aria affettuosa i biscotti direttamente dalle nostre mani.

Il tempio Kofuku-Ji e la scoperta dell’Orihon.
Il primo santuario che visitiamo è il Kofuku-Ji, sul margine cittadino del parco. Appena entrati nel cortile del complesso ci ritroviamo di fronte numerosi fedeli. La folla gremisce l’area, ognuno intento in pratiche religiose. Alcuni pregano, altri praticano atti di fede, accendono incenso o scrivono i propri desideri su colorati cartoncini che appenderanno insieme ad altri migliaia di auspici.
Sul panorama svetta l’alta pagoda Goju-no-to, sviluppata su cinque livelli, la cui bellezza è indescrivibile. Ci mettiamo in fila per visitare l’interno di uno dei due grandi santuari ottagonali, che sono l’attrazione principale del complesso. Non possiamo fisicamente entrare nell’edificio, ma solo affacciarci per vederne l’interno, che custodisce raffigurazioni religiose e statue del Buddha. Di fronte alla grande porta i fedeli accendono incenso e suonano una campana. Decidiamo di seguire l’esempio della folla e per la prima volta interagiamo timidamente con la cultura buddista.

Entusiasmati decidiamo di provare qualche altro approccio alla “dottrina del Nirvana”. Notiamo un piccolo chiosco dalla discreta folla. Senza sapere cosa fosse ci accodiamo e completata la fila ci troviamo di fronte un monaco che ci tende le mani in attesa. Ci soccorre un passante, che capito il nostro smarrimento ci da qualche spiegazione in inglese. Ci dice che ogni tempio ha un “sigillo” e una preghiera, detti Go-Shuin. Il compito del monaco è imprimere il go-shuin sull’orihon dei fedeli. L’orihon, o shuincho, è un pregiato quaderno rilegato a fisarmonica, dove collezionare i go-shuin.
Dopo aver ringraziato l’uomo per la spiegazione, ci precipitiamo ad acquistare il nostro Orihon, scegliendone uno dalla copertina dorata. Completata nuovamente la fila, questa volta sapevamo cosa consegnare al monaco. Il nostro Orihon è diventato quindi la raffigurazione dell’itinerario del nostro viaggio, ed il più bel souvenir che abbiamo del Giappone. Se visiterete il Giappone non dimenticatevi perciò di procurarvi il vostro Orihon.

Il Grande Buddha del Todai-Ji.
Proseguendo la nostra passeggiata nel Parco di Nara, alla scoperta dei suoi tesori. Raggiungiamo così l’ingresso di uno dei templi più conosciuti dell’intero Giappone, il celebre Todai-Ji. Ci rendiamo subito conto di quanto questo tempio sia amato dai Giapponesi, infatti la folla lungo l’ampio viale che porta al tempio è impressionante.
Tra le centinaia di visitatori, alcune comitive in gita scolastica fanno un po’ di baccano, distinguendosi dalla pacata folla e attirando la nostra attenzione. Tutti gli studenti sono vestiti in maniera identica, i ragazzi in completo scuro e le ragazze in divisa bianca e blu. Mi diverte notare come ancora una volta l’immagine del Giappone che mi ero fatto dai fumetti sia la medesima che nella realtà.
Mentre superiamo la scolaresca attraversiamo l’imponente portale d’accesso all’area del monastero. Qui passiamo sotto l’attento sguardo delle due imponenti statue messe a guardia del tempio.

Ci ritroviamo così nel giardino interno del complesso, proprio davanti il tempio del Todai-Ji. Questo grande padiglione custodisce al suo interno il più grande Buddha in bronzo al mondo. Entriamo e subito ci troviamo di fronte questa spettacolare rappresentazione del Daibutsu nella posa della meditazione, per un’altezza complessiva di 57 metri. Non è possibile ammirare il Buddha nella sua interezza, perché le colonne in legno del grosso edificio ne porzionano la vista. Notiamo una lunga fila di visitatori raggiungere proprio una di queste colonne, che alla base presenta un grande foro. La gente in fila si mette carponi e prova a passare attraverso l’apertura nella colonna. Chiediamo spiegazioni e ci viene detto che si crede che chi riesce a passare attraverso il foro avrà buona sorte nella vita successiva. Ci piacerebbe tentare di assicurarci questa fortuna, ma la fila è davvero troppo lunga e ci farebbe perdere troppo tento.

Il Santuario Kasuga e la scoperta dello Shintoismo.
Torniamo sui nostri passi e usciamo dal Todai-Ji, percorrendo la strada che risale il pendio che porta alla parte più orientale del parco. Qui la vegetazione si fa più fitta, pian piano trasformandosi in bosco. Siamo intenzionati a raggiungere il Kasuga-Taisha, il santuario shintoista dalle migliaia di lanterne.

Lo shintoismo è la religione originaria del Giappone e le sue origini sono perse nel tempo. Il Buddismo al contrario venne importato dalla Cina più di millecinquecento anni fa. La dottrina shintoista venera i Kami, ovvero spiriti, che possono essere ricondotti a elementi naturali o personaggi realmente vissuti e dal glorioso passato. Le due religioni convivono da secoli, tanto che la gran parte dei giapponesi pratica lo Shinbutsu Shugo, ovvero una fusione delle due dottrine. Costoro credono che i Kami non siano che le rappresentazioni del Buddha nelle sue svariate forme.
Lungo il viale che porta al santuario, addentrandosi nell’ombroso bosco, centinaia di lanterne in pietra sfilano ai lati della strada, alternate solo da sporadici santuari. Raggiungiamo il tempio vero e proprio, una raffinata costruzione in legno dipinta quasi interamente in rosso vermiglio. Al suo interno troviamo ancora centinaia di lanterne in bronzo. Sarebbe bello assistere allo spettacolo delle lanterne accese, ma questo sfortunatamente accade solamente due volte l’anno in occasione di particolari celebrazioni. Ci accontentiamo della piacevole e rilassante camminata appena percorsa, tanto da rifarla a ritroso in direzione dell’uscita del parco di Nara.

Il Nara National Museum, una collezione imperdibile.
È ancora presto per prendere il treno per Kyoto, quindi all’uscita del parco decidiamo di perdere un po’ di tempo all’interno del museo cittadino. Il Nara National Museum è un elegante edificio lungo la via principale che taglia in due il parco. Al suo interno sono collezionate numerose statue del Buddha, armature giapponesi, raffigurazioni sacre, testi scritti e manufatti antichi. Le gloriose vestigia del passato giapponese sono esposte in modo molto scenografico, grazie anche ad un suggestivo effetto d’illuminazione. Passeggiare tra questa collezione è stata senza dubbio un’esperienza emozionante anche per noi che non siamo grandi amanti dei musei.

Finalmente è ora di incamminarci verso la stazione in vista del nostro treno. Notiamo che di fronte il museo stazionano un paio d’autobus dal nome “Nara Loop Line Bus”. Un cartello informa che il percorso passa dai principali punti d’interesse del parco e porta fino alla stazione ferroviaria in un tragitto anulare. Il biglietto è economico e i mezzi passano molto frequentemente. A saperlo prima avremmo evitato il taxi al nostro arrivo, anche perché i mezzi pubblici, oltre ad essere più economici, hanno un sapore meno turistico.
Raggiungiamo così la stazione dove recuperiamo le nostre valigie. Ci mettiamo così sulla strada per Kyoto, pronti a scoprire un altro pezzetto di Giappone
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• Osaka, coinvolgente metropoli nel Kansai
• Giappone, primo sguardo sull’Oriente: 2. Kyoto e la regione alpina di Nagano
• Giappone, primo sguardo sull’Oriente: 3. Tokyo, visita di Nikko e conclusioni sul viaggio
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Osaka, coinvolgente metropoli nel Kansai
Arrivo in Giappone nella frenetica Osaka, polo del business giapponese e città dalla movimentata vita notturna
In questo articolo vi parleremo di Osaka, la città più produttiva del Giappone, nella regione del Kansai. E’ difficile non rimanere colpiti da questa grande e frenetica metropoli, dove oriente e occidente si fondono in un mix perfetto. Abbiamo visitato Osaka nel maggio 2013, come prima tappa di un viaggio in Giappone lungo l‘isola dell’Honshu. Il paese del “Sol Levante” ci ha conquistato, e speriamo di poter condividere con voi questa splendida esperienza.
Buona lettura.
L’arrivo in Giappone lascia chiunque a bocca aperta.
Scegliamo il Giappone ipnotizzati dall’idea dell’esperienza di un viaggio in un paese tanto diverso dal nostro. Per me e Marzia sarà la prima volta in oriente e non sapere cosa ci attende ci riempie di aspettative.
Pianifichiamo la partenza da Roma con un volo Lufthansa via Francoforte per Osaka. Esistono anche voli diretti, ma esclusivamente per Tokyo, mentre noi preferiremmo optare per un’itinerario lineare piuttosto che circolare, in modo da ottimizzare il tempo. In più c’è da dire che 13 ore di volo non sono poche, e la scelta della compagnia aerea è fondamentale per passare un viaggio comodo. Atterriamo così nell’aeroporto di Kansai, uno scalo costruito su una piccola isola artificiale nel golfo di Osaka. Guardare l’aereo atterrare sulla pista interamente circondata dal mare è la prima cosa che ci colpisce.

Ovviamente ci aspettavamo una discreta differenza culturale tra la nostra Europa e l’Oriente. Il primo ostacolo culturale che affrontiamo al nostro arrivo è la difficoltà di comunicazione, sia nel parlato che nella lettura gli ideogrammi. Qui l’inglese non è ancora una lingua comune, inoltre le indicazioni non sempre riportano la trascrizione in alfabeto latino. Tuttavia riusciamo a scavalcare questa non piccola barriera grazie alla disponibilità e all’altruismo che la popolazione nipponica dimostra nei confronti di noi turisti. Al nostro arrivo in aeroporto ci è capitato più volte che un passante si fermasse ad aiutarci se sembravamo avere un’aria persa, senza nemmeno glielo avessimo chiesto.
Seguiamo così le indicazioni per la stazione ferroviaria, dove prendiamo il treno che porta in città. Raggiunta la stazione di Namba proseguiamo a piedi fino al vivacissimo quartiere di Dotombori, dove abbiamo prenotato una camera presso l’hotel Holiday Inn.
Prime impressioni passeggiando per il Giappone.
Rimaniamo affascinati dalla via di Dotombori, piena di locali e cartelloni pubblicitari, anche se molte serrande sono ancora abbassate e le luci al neon spente. Decidiamo per il momento di non dedicare tempo alla visita dei dintorni perché è ancora mattina, e sappiamo che questo quartiere prende vita solamente nel tardo pomeriggio. Ciò non ci ferma però dal fare una sosta in un piccolo chiosco per assaggiare finalmente il mio primo Ramen, esperienza che aspettavo da una vita. La prima cosa a colpirci è che l’ordine e il pagamento vanno effettuato a una macchinetta self-service all’esterno del locale. Poi si entra per dare lo scontrino all’oste. Ovviamente il piatto non tradisce le aspettative e divoro la mia porzione di spaghetti in brodo in men’ che non si dica.

Al termine del pasto noleggiamo due biciclette e partiamo verso la nostra prima tappa: il castello di Osaka. Consiglio vivamente a chiunque di scegliere la bici come mezzo di trasporto. La bicicletta consente più che mai di guardarsi attorno e apprezzare i piccoli dettagli del tragitto, e in un paese come il Giappone i dettagli fanno la differenza. Lungo la strada mi perdo nel guardare il paesaggio urbano, caratterizzato dal tipico ordine e rigore nipponici. Piccoli negozi e botteghe si susseguono uno all’altro, e le strette facciate d’ingresso sono tappezzate di annunci pubblicitari a me incomprensibili. Il traffico scorre intenso ma regolare, composto da tante auto compatte e squadrate. Tutto è esattamente come le immagini che ho visto e rivisto nei fumetti, e mi diverte pensare che le tante storie che ho letto da adolescente fossero ambientate in un contesto così reale.
Il Castello di Osaka e il tempio Shi-Tennoji.
Raggiungiamo così il castello, nel parco cittadino. L’area del parco è molto vasta e si sviluppa tutt’attorno alla fortezza feudale, che salta subito all’occhio visti i suoi 58 metri di altezza. Per raggiungerla dobbiamo però oltrepassare l’ampio fossato e l’imponente cinta muraria. Lungo il percorso ci imbattiamo in diverse statue di antichi Daymio. Nonostante la folla l’atmosfera è particolarmente quieta e rilassante. Ci ritroviamo poco dopo di fronte al castello, che si erige davanti a noi in tutta la sua magnificenza. Decidiamo di entrare, ma ad attenderci c’è una deludente sorpresa. L’interno della struttura, che ci aspettavamo essere antica, è intermante in cemento armato, con tanto di ascensore. Il bastione è infatti una ricostruzione recente dell’antica roccaforte, più volte crollata in seguito a incendi e guerre. Ciò nonostante l’esterno dell’edificio è molto suggestivo, e al suo interno abbiamo avuto il piacere di visitare il museo della storia di Osaka.

Lasciamo così l’area del Castello e ci dirigiamo a sud della città verso il tempio buddista Shitenno-Ji, nel quartiere di Tennoji. Fin da subito rimaniamo colpiti dalla cultura buddhista, alla quale ci stiamo approcciando per la prima volta. Nel cortile del tempio veniamo avvolti dall’odore di incenso e dal suono di gong, mentre un monaco nel tempio canta una soave melodia liturgica. Anche se non abbiamo idea del significato delle preghiere recitate nel canto, veniamo travolti da un senso di pace e serenità. Questo tempio è uno dei templi più apprezzati dai buddisti di tutto il Giappone, ma tra i visitatori locali i turisti occidentali sono davvero pochi. Ci tratteniamo ancora in questo luogo, affascinati dai fedeli in preghiera e dai monaci in tonaca arancione, e ovviamente non manchiamo di visitare la pagoda e lo scenografico cimitero monumentale, prima di rimetterci in sella e proseguire la scoperta della città.

L’indimenticabile serata tra Umeda e Dotombori.
Raggiungiamo il quartiere finanziario di Umeda in metropolitana, dopo aver riconsegnato le biciclette. Si è quasi fatta sera e contiamo di goderci il panorama del tramonto dal “roof-top” dell’”Umeda Sky Building”, uno dei grattacieli più alti della città. Questo particolarissimo edificio è formato da due torri, unite da un’unica terrazza panoramica. Dopo essere saliti in ascensore, accediamo alla terrazza tramite una scala mobile sospesa nel vuoto tra le due torri. Per Marzia, che soffre di vertigini, l’esperienza si fa in un attimo terrificante. Fortunatamente tutto passa quando raggiungiamo la terrazza, da cui si gode di una splendida vista sulla città e su tutta la baia. Dopo il calare del sole iniziano ad accendersi le migliaia di luci di case, palazzi e lampioni, e questo brillante scenario si estende fin’oltre l’orizzonte.

Scesi dal grattacielo decidiamo di fare ritorno a Dotombori. Bastano pochi minuti di metropolitana per lasciare il deserto quartiere finanziario ed essere catapultati nel marasma di Dotombori. Le centinaia di serrande che al mattino erano serrate sono ora l’accesso di ristoranti, bar, negozi e sale pachinko, e la via brilla di migliaia di luci al neon. Plachiamo la fame con una porzione di Takoyaki, che acquistiamo da un fast-food con un buffo cartellone ritraente un polipo. Passeggiando tra la folla ci lasciamo ispirare dalle vetrine su che ristorante scegliere. optiamo per una locanda che serve un piatto unico, lo Shabu Shabu, un mix di carni e verdure in brodo di miso. La particolarità è che il calderone viene servito a tavola crudo e messo su un focolare. Bisogna poi attendere che il contenuto raggiunga cottura desiderata, prendendo di tanto in tanto il cibo dalla pentola.

Terminata la cena passiamo ancora qualche momento a passeggio per la strada affollata, ipnotizzati dal fracasso della frenetica movida notturna. Infine, vittime del fuso orario, rientriamo in hotel e crolliamo esausti. Dobbiamo recuperare ogni forza perché nella giornata successiva ci trasferiremo a Kyoto e lungo il tragitto contiamo di visitare la cittadina Nara, che custodisce alcuni dei templi più belli del Giappone.
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Giappone, Profumi d’Oriente
Un emozionante percorso in Giappone lungo l’isola dell’Honshu, tra tradizioni orientali e metropoli futuristiche.
• 1° giorno: Partenza dall’Italia per il Giappone
Partenza dall’Italia con volo di Linea per il Giappone. Pernottamento a bordo.
• 2° giorno: Osaka, tecnologia, divertimento e buona cucina.
Arrivo ad Osaka e ritiro in aeroporto dell’abbonamento alle linee ferroviarie giapponesi. La prima giornata sarà dedicata alla scoperta di questa futuristica metropoli, terza città per grandezza del Giappone. Visiterete il tempio Shitenno-ji ed il castello di Osaka, ma anche la zona di Dotombori, uno dei quartieri più divertenti e movimentati del Giappone, e di Umeda, dove salendo sui grattacieli potrete godere della vista delle migliaia di luci che illuminano la città, fino oltre l’orizzonte.
• 3° giorno: Hiroshima, un grido di pace.
Raggiungerete in treno proiettile la città di Hiroshima, conosciuta, oltre che per i fatti storici, anche per essere una città estremamente piacevole. Qui visiterete il parco ed il museo della pace, dove vetta ancora uno dei pochi edifici resistiti all’atomica, oltre che molti documenti inerenti il conflitto bellico. Nel pomeriggio avrete modo di raggiungere l’isola di Miyajima, uno dei simboli del Giappone grazie al celebre santuario shintoista di Itsukushima. Pernottamento in hotel o riokan a Hiroshima o a Myajima.
• 4° giorno: Himeji, il più magnifico castello del Giappone.
Lungo il tragitto in treno da Hiroshima a Kyoto avrete la possibilità di effettuare una breve sosta presso la località di Himeji, location del più bello e maestoso castello tradizionale giapponese. La roccaforte di Himeji è celebre per essere uno dei pochi castelli giapponesi ad aver resistito alle guerre e ai cataclismi, presentendosi ancora oggi nella sua costruzione originale. Oltre al castello avrete modo di visitare gli adiacenti giardini zen. In serata arrivo a Kyoto e sistemazione in hotel.
• 5° e 6° giorno: Kyoto, sulle orme di Gheishe e Samurai.
Giornate da dedicare alla capitale culturale del Giappone. Visiterete decine tra templi, santuari e quartieri tradizionali. Non potrete mancare di visitare il celebre Kiyomizu-Dera, patrimonio Unesco, il Kinkaku-ji, il famosissimo tempio del Padiglione d’Oro, la foresta da Arashiyama, dove i sentieri si snodano tra migliaia di bambù, e il castello di Nijo, raffinata residenza del signore feudale di Kyoto. Pernottamento in hotel.
• 7° giorno: Nara, dove risiede il Grande Buddha.
Gita in giornata da Kyoto a Nara, antica capitale del Giappone ed oggi scrigno di alcuni dei più bei templi del paese. Avrete modo di visitare il tempio Todai-ji, che custodisce al suo interno la raffigurazione del Buddha più grande del Giappone, ed il Kasuga Taisha, il tempio delle lanterne, il tutto in un parco naturale affollato da decine di cerbiatti selvaticiche non avranno timore ad avvicinarsi. In serata rientro a Kyoto per il pernottamento in hotel.
• 8° giorno: Hakone, rilassanti Onsen e Ryokan tradizionali.
Nella giornata di oggi raggiungerete Hakone, piacevole località termale immersa nella natura. Sulle sponde del lago Ashi godrete di un panorama mozzafiato sul monte Fuji, e visiterete le sorgenti di Owakudani, in giapponese “grande valle bollente”. La serata sarà dedicata al relax, coccolati dall’ospitalità del vostro alloggio Ryokan tradizionale, dove potrete immergervi in una calda onsen termale, sperimentare il gusto di una cena tradizionale giapponese e riposare sul tradizionale Futon. Pernottamento in Ryokan tradizionale.
• Dal 9° all’ 10°giorno: Tokyo, l’immensa metropoli del futuro.
Finalmente è il momento di raggiungere e scoprire la capitale giapponese: l’incredibile metropoli di Tokyo. Ogni quartiere è una vera e propria città indipendente, con la sua particolarità e il suo epicentro commerciale o sociale. Ogni angolo nasconde una nuova esperienza da vivere. Potrete visitare quindi i quartieri di Shinjuku, Shibuya, Asakusa, Akihabara, Giza, Ueno, Roppongi e tanti alti.
• 11°giorno: Tokyo, Rientro in Italia.
Partenza con volo di linea per l’Italia e arrivo in serata.
Personalizzabile con: Nagasaki, Matsumoto, Nagano, Takayama, Kanazawa, Kamakura, Nikko.
Estensioni mare addizionali: Okinawa, Polinesia, Fiji, Thailandia.
Giappone, primo sguardo sull’Oriente
Kyoto e la regione alpina di Nagano
Kyoto, capitale imperiale del Giappone.
Scegliendo da dove iniziare una visita di Kyoto abbiamo l’imbarazzo della scelta. Centinaia tra templi, giardini, dimore storiche e quartieri tipici fanno di questa città la capitale culturale del Giappone.
Scegliamo di iniziare dal Kyomizu-Dera, una delle mete di pellegrinaggio più visitate del Giappone. Il maestoso tempio in legno è adagiato sul pendio della collina e spicca per la sua amplia terrazza panoramica. Il complesso è costantemente affollato di turisti, fedeli e coppie di sposi, ognuno intento in un rito spirituale. Con Marzia proviamo un paio di riti che, a detta dei locali, ci avrebbero portato fortuna e amore. L’impressione è che abbiano funzionato.
Proseguiamo la visita verso nord, lungo il versante orientale della città, affollato da decine di templi uno più bello dell’altro, e ognuno con la sua particolarità.
Dopo aver raggiunto la parte nord della città non ci lasciamo sfuggire il celebre Kinkaku-Ji, o “Padiglione d’Oro”. Immerso nel verde, sulle sponde di un piccolo lago, questo tempio amalgama elementi naturali e spirituali. Tutti gli elementi del paesaggio sono disposti a comporre una cornice che ha al suo fulcro il piccolo edificio in legno. Il santuario è disposto su tre livelli e rivestito completamente in oro, caratteristica che ne determina il nome.
Dopo la faticosa giornata, ceniamo in un ristorante lungo Pontocho, uno stretto vicolo ricco di locali affacciati sul fiume che taglia in due la città. La vita notturna si sviluppa quasi interamente in questo quartiere: gruppi di ragazzi chiacchierano per strada subito fuori dei tranquilli bar, mentre la sponda del fiume è affollata da decine di coppie di in intimità.
Un giorno a Kyoto non basta.
La nostra visita di Kyoto continua il giorno successivo con il Castello di Nijo, antica dimora del Daimyo di Kyoto. Questa residenza è una struttura meno imponente di altri castelli giapponesi, ma con giardini curati nei minimi particolari ed interni realizzati completamente in pareti di carta di riso decorata con estrema abilità. Questo luogo, più di altri, ci ha fatto immaginare e rivivere le scene dei racconti del Giappone Feudale, tra Samurai e Ninja.
Passiamo il pomeriggio tra le vie del centro, per i vicoli tradizionali di Gion. Qui acquistiamo una coppia di kimono tradizionali presso un negozietto di nome “Chicago”, che suggerisco per la vasta scelta, la qualità e gli ottimi prezzi.
Prima del tramonto raggiungiamo in treno il tempio di Inari, un complesso shintoista a pochi minuti da Kyoto. Il Santuario è formato da centinaia di “torii” rossi che tracciano un percorso lungo oltre 4 chilometri. Al calare del sole l’atmosfera in questo luogo diventa surreale, impreziosita da una spettacolare vista dall’alto sulla città.
Raggiunta nuovamente la stazione centrale di Kyoto, prima di rientrare in hotel, ci fermiamo per cenare. Scegliamo di assaggiare l’Okonomiyaki, uno dei piatti tipici della regione del Kansai. Si tratta di una frittata di riso arricchita con verdure e salse tipiche, senza dubbio strano ma dall’ottimo sapore.
Matzumoto, la tenebrosa fortezza nera.
Il mattino seguente ci rimettiamo in marcia per raggiungere la località termale di Yudanaka, nella provincia alpina di Nagano.
Circa a metà strada, lungo la linea ferroviaria, facciamo una breve sosta a Matsumoto. Qui visitiamo il “Castello del Corvo Nero”, roccaforte del XVIII secolo ed uno dei castelli più belli del Giappone. Questa fortezza è decisamente più imponente e tenebrosa di quella di Kyoto. Cinto da un largo fossato il castello e slanciato verso l’alto, e come il nome lascia alludere è interamente dipinto di nero con decori in rosso.
Anche se l’immagine del castello dall’esterno potrebbe bastare per immaginare qualche feroce battaglia tra samurai, all’interno ci aspetta un ricco museo delle armi, dalle più tradizionali come katane e wakizashi, fino alle più recenti armi da fuoco.
Yudanaka, relax e natura tra le Alpi del Giappone.
Raggiunta Yudanaka non passa molto prima di renderci conto di essere, molto probabilmente, gli unici in zona a parlare inglese.
Soggiorniamo in un Ryokan provvisto di “onsen”, tuttavia tentiamo di provare le terme pubbliche sparse per il paesino. Poco dopo saremo però costretti a rinunciare, vista l’impossibilità di trovare qualcuno in grado di spiegarci, in inglese, come accedere alle vasche pubbliche. Realizziamo quindi che in questa località avremmo potuto comunicare con i locali esclusivamente a gesti.
Rientriamo dunque in Ryokan per rilassarci nell’onsen, all’aperto, del nostro hotel. Mentre siamo ammollo nell’acqua bollente inizia a pioviginare rendendo l’esperienza ancora più suggestiva, romantica e piacevole, tanto da rimanere indelebile nei nostri ricordi.
Usciti dall’onsen a serata inoltrata, ci precipitiamo in paese in cerca di un locale dove cenare e troviamo una locanda dall’aspetto semplice. Ci viene servito il pasto su un basso tavolinetto con noi seduti praticamente a terra, come vuole la tradizione giapponese. Il Giappone più originale si assapora fuori dai grandi centri urbani e dalle rotte turistiche, in paesini come Yudanaka.
Per completare la nostra giornata all’insegna della tradizionalità rientriamo in hotel per la nostra prima notte in “futon”, altra esperienza assolutamente da non perdere se si visita il Giappone.
Le simpatiche scimmie di Jigokudani.
Svegliati di buon ci facciamo accompagnare, il mattino seguente, alle sorgenti di Jigokudani, sulla montagna che sovrasta il paese.
Dopo una passeggiata nella fitta foresta raggiungiamo il sito termale dove una comunità di macachi si è stabilita per riscaldarsi nelle calde acque della sorgente. Rimaniamo per un po a guardare divertiti i comportamenti e le espressioni quasi umane di questi animali. Queste scimmie hanno infatti sviluppato una società gerarchica. Macachi anziani, cuccioli e femmine appena divenute madre, hanno la precedenza per immergersi nell’acqua termale. Chi trasgredisce viene punito dagli anziani e spesso allontanato dal gruppo.
Un esperienza davvero affascinante per chiudere in bellezza la nostra visita della regione alpina, prima di riprendere il treno, questa volta in direzione di Tokyo.
Vai al capitolo precedente:
Giappone, primo sguardo sull’Oriente: 1. Arrivo ad Osaka e visita di Nara
Vai al capitolo successivo:
Giappone, primo sguardo sull’Oriente: 3. Tokyo, visita di Nikko e conclusioni sul viaggio
Giappone, primo sguardo sull’Oriente.
Tokyo, visita di Nikko e conclusioni sul viaggio.
Tokyo, la metropoli effetto wow.
Già da prima dell’arrivo in Giappone eravamo eccitati all’idea di raggiungere Tokyo. Nel nostro immaginario Tokyo sarebbe senza dubbio la città del futuro, una delle più affascinanti e divertenti metropoli al mondo. Non avremmo mai immaginato che tali aspettative sarebbero state ampiamente superate. Tokyo è una metropoli moderna ed occidentale nella sua struttura urbanistica, ma allo stesso tempo tradizionale e rispettosa del passato. Non è raro incontrare un impiegato che nella pausa dal lavoro lascia l’ufficio per raggiungere il più vicino tempio e dedicarsi alla preghiera.
Decidiamo di visitare la città quartiere per quartiere, iniziando da Shibuya. All’uscita della metro ci aspetta la statua di Hachiko, la cui storia è raccontata nel film con Richard Gere. Il piazzale della metro si affaccia poi sull’incrocio pedonale più trafficato al mondo. Rimaniamo qualche minuto ad ammirare dall’alto della terrazza di Starbuks l’incredibile traffico di pedoni che affolla il crocevia.
Raggiungiamo poi Giza, quartiere dello shopping turistico, dove visitiamo la sede principale della Sony. Questo negozio, oltre a ricordare vagamente la forma di una “Play Station”, è un vero e proprio museo della tecnologia, con prodotti tecnologici futuristici che riempiono ogni scaffale.
Poco più a nord visitiamo Akihabara, il quartiere dei grandi “mall” dalle insegne luminose. Tra decine di negozi bizzarri e locali fuori dal comune, ci perdiamo nei reparti dei mega-centri commerciali, uno più affascinante dell’altro.
Al termine della giornata rientriamo a Shinjuku dove ceniamo. Scopriamo così l’ottimo ramen di Menya Musashi, a detta di molti il migliore della città. Concludiamo la serata in uno degli intimi bar notturni di Golden Gai. Qui è facile fare conoscenza e scambiamo due chiacchiere con i locali. Nel nostro caso una coppia di ragazzi ci ha offerto da bere, intrattenendoci con qualche chiacchiera in un inglese sgrammaticato.
In Giappone ogni quartiere è una piccola città.
Iniziamo la giornata successiva con una saporita colazione a base di sushi preparato al momento presso un sushi-bar del mercato ittico di Tokyo. Continuiamo così la visita della marina, dove troviamo istallata una statua alta circa 20 metri di Gundam, il classico robot dell’animazione giapponese. Abituati ai busti di Giulio Cesare e Napoleone, imbattersi in una statua di un Robot a grandezza naturale, messa a difesa della baia, risulta abbastanza bizzarro.
Proseguiamo con Asakusa, dove ha sede ill tempio principale di Tokyo, il Sanso-Ji. Fuori dal tempio troviamo il mercatino turistico dove poter comprare ogni tipo di Souvenir. Oltre al complesso buddista, questo quartiere è famoso per il Tokyo SkyTree, l’edificio più alto della città, e per la sede del birrificio Asahi, la birra giapponese più esportata al mondo.
Più tardi raggiungiamo Ueno dove visitiamo velocemente il parco zoologico prima di addentrarci nel tipico mercato rionale. Qui troviamo ogni genere di bancarella e street food locale, quindi non ci facciamo scappare l’opportunità di un veloce pranzo a base di Takoyaki. Questo piatto consiste in palline di pastella ripiene di polpo e sono una specialità in tutto il Giappone.
Dedichiamo il pomeriggio alla visita di Roppongi. Questo quartiere è famoso per la sua vita notturna ma noi lo visitiamo per salire sulla cima del grattacielo Roppongi Hill. Dalla terrazza panoramica infatti si può godere della vista sulla sconfinata capitale, fino alle pendici del monte Fuji.
Calata la sera ci fermiamo stremati in un simpatico localino BBQ per cenare prima di rientrare in hotel per la notte.
Nikko, perla del Giappone a un passo dalla capitale.
Per il nostro ultimo giorno in Giappone abbiamo in programma una gita in giornata a Nikko. Questa località, poco a nord di Tokyo, è famosa per i santuari dedicati allo shogun fondatore della stirpe Tokugawa, il più glorioso shogunato del Giappone.
Una volta giunti a destinazione, dopo una breve passeggiata dalla stazione, la prima cosa che incontriamo è il ponte di Shinkyo o “Ponte Sacro”. La struttura in legno si eleva con grazia sopra il fiume Daiya-gawa e divide la cittadina moderna dal parco storico.
Una volta entrati nella zona storica ci accorgiamo immediatamente della differenza tra i templi visitati in precedenza e i santuari di Nikko. Mentre i primi sono dai tratti minimalisti, i templi di Nikko presentano un’esuberanza di colori, di applicazioni in lamine d’oro e di bassorilievi.
Tra le tante decorazioni notiamo subito, sulla facciata di un piccolo tempio, la famosa incisione delle “Tre scimmie della saggezza”, quelle del “non vedo, non sento, non parlo”.
Proseguiamo la passeggiata per le tranquille e silenziose vie del parco. Raggiungiamo così il tempio principale, il Tosho-gu. La magnificenza di questo edificio mette in ombra tutti i santuari che lo circondano. Una struttura imponente e lavorata minuziosamente, ricchissima di dettagli e di colori, tra i quali spiccano il bianco, il nero e l’oro. Al suo interno sono conservate le spoglie di Ieyasu Tokugawa, leggendario combattente e shogun fondatore di una delle stirpi più rispettate del Giappone.
Ormai sera rientriamo a Tokyo, ripensando, soddisfatti e appagati, al viaggio trascorso e appena completato, pronti a prendere l’aereo per il nostro ritorno in Italia il giorno seguente.
Considerazioni sul viaggio in Giappone.
Il viaggio in Giappone ci ha senza dubbio cambiati, sopratutto perché la nostra prima esperienza verso est. Grazie a questo, e a tanti altri viaggi verso l’Asia, abbiamo compreso che l’oriente è talmente diverso dal mondo che conosciamo da riuscire a cambiare chi lo visita. Questo grazie alle immagini forti che sa regalare, alle sue sfumature di colori e profumi, alla cordialità delle persone e alla spiritualità delle dottrine e religioni.
Per poter assaporare affondo un viaggio come questo bisogna però anche comprendere una cultura molto complessa che vanta più di mille anni di storia. Senza dubbio un viaggio che vi coinvolgerà e che farete difficoltà a dimenticare.
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Giappone, primo sguardo sull’Oriente: 2. Kyoto e la regione alpina di Nagano